Gratuito, 20 posti
COPD sharing experience
Il corso affronta come riconoscere, tra le persone con broncopneumopatia cronica ostruttiva, quelle che potrebbero beneficiare di farmaci biologici, considerando…

Riassunto a cura di Smart ECM
Info basate su dati pubblici Agenas. Formazione non è responsabile del corso, organizzato dal provider, che è il solo responsabile dell’iscrizione e dell’erogazione dei crediti.
Razionale scientifico
Incontro sulla gestione personalizzata della broncopneumopatia cronica ostruttiva e sull’identificazione dei pazienti candidabili alle terapie biologiche. Rivolto a pneumologi, geriatri e internisti, approfondisce criteri clinici, biomarcatori e confronto tra casi.
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) rappresenta una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello globale, con un impatto clinico e sociale ancora elevato, anche per la frequente diagnosi tardiva, quando la malattia è spesso già avanzata e meno responsiva al trattamento. Le raccomandazioni GOLD 2026 ribadiscono la natura eterogenea della BPCO e l’importanza di un approccio più “di precisione”, in cui i biomarcatori aiutano a orientare la terapia. In particolare, la conta degli eosinofili nel sangue è raccomandata da GOLD per guidare l’impiego dei corticosteroidi inalatori (ICS) nella prevenzione delle riacutizzazioni.
Nel follow-up dei pazienti che continuano a presentare riacutizzazioni nonostante triplice terapia, GOLD 2026 include anche nuove opzioni: nei soggetti con eosinofili ≥ 300 cellule/µL può essere considerata l’aggiunta di terapie biologiche, a supporto di un percorso di cura sempre più personalizzato. L’individuazione dei diversi fenotipi di malattia, supportata dall’integrazione di biomarcatori ematici e parametri clinici, è oggi raccomandata dalle raccomandazioni GOLD per orientare in modo più appropriato le scelte terapeutiche.
In questo contesto si inseriscono le terapie biologiche, che hanno aperto una prospettiva innovativa nella gestione dei pazienti con BPCO caratterizzata da infiammazione di tipo 2. Gli studi BOREAS (New England Journal of Medicine, 2023) e NOTUS (New England Journal of Medicine, 2024) hanno dimostrato che dupilumab, anticorpo monoclonale diretto contro IL-4 e IL-13, è in grado di ridurre in modo significativo il tasso di esacerbazioni moderate e severe, migliorando al contempo la funzione respiratoria e la qualità di vita dei pazienti.
Parallelamente, l’esperienza con mepolizumab, anticorpo monoclonale anti-IL-5, è stata esplorata negli studi METREX e METREO (New England Journal of Medicine, 2017) e più recentemente nello studio MATINEE (New England Journal of Medicine, 2024), che hanno evidenziato un beneficio clinico nei pazienti con BPCO e fenotipo eosinofilico, in particolare in termini di riduzione delle riacutizzazioni, confermando il ruolo dell’infiammazione di tipo 2 come target terapeutico anche in questa popolazione. Nel loro insieme, questi sviluppi stanno progressivamente orientando un cambiamento culturale e organizzativo nella gestione della BPCO. In tale prospettiva, l’identificazione precoce dei pazienti con un fenotipo infiammatorio, potenzialmente eleggibili a trattamenti mirati, assume un ruolo sempre più rilevante per favorire un approccio terapeutico personalizzato.
Questo orientamento, coerente con le più recenti raccomandazioni GOLD, mira a ridurre il rischio di riacutizzazioni, a ottimizzare l’impiego delle risorse sanitarie e a migliorare gli esiti clinici nei pazienti con malattia non adeguatamente controllata dalle terapie standard.
Il programma della giornata
Apertura dei lavori e condivisione degli obiettivi e degli output attesi
Aggiornamento essenziale per l’identificazione dei fenotipi T2 highAngelo Petroianni
Prima sessione “Standard e criteri condivisi: linee guida GOLD 2026 e trial biologici”Caratteristiche dei pazienti adatti al trattamento con biologiciSimone Bianconi, Barbara Piras
Perché è importante adottare criteri condivisiPiero Giordano, Paolo Onorati
Dove si svolgerà
Il corso si tiene presso Policlinico Umberto I, Viale del Policlinico N. 155, Roma.
Viale del Policlinico N. 155, Roma (RM)
Come ottieni 5,2 crediti
15 dicembre 2026, a Roma
Questionario a risposta multipla
Responsabili e docenti
Provider
Elform e-Learning Formazione e Applicazioni S.r.l.ID Provider N° 324 · Città: Latina (LT)
Responsabile scientifico
- Responsabile scientifico · UOC Malattie Respiratorie, Policlinico Umberto I – Roma
Relatori e docenti
- Giuseppina Gioffre'Docente
- Laura MartinoDocente
- Gian Luca PrimomoDocente
- Chiara ScalaDocente
Sponsor e partner
- Con il contributo non vincolante di
- Sanofi S.r.l., Regeneron Italia
Domande frequenti
L'evento è accreditato per la mia professione e disciplina?
L’evento è accreditato per: Medico Chirurgo (Geriatria, Malattie Dell'apparato Respiratorio, Medicina Interna).
Quanti crediti ECM ottengo e come arrivano su Co.Ge.A.P.S.?
«Copd Sharing Experience» assegna 5,2 crediti ECM al superamento della verifica di apprendimento. I crediti vengono inviati dal provider "Elform E-Learning Formazione E Applicazioni S.R.L." al tuo account Co.Ge.A.P.S. dopo la conclusione del corso.
Si svolge online o in presenza?
In presenza: «Copd Sharing Experience» si tiene a Viale del Policlinico N. 155, Roma.
Quanti partecipanti sono previsti per l'evento?
Per «Copd Sharing Experience» sono previsti fino a 20 partecipanti.
Conviene rispetto a un corso FAD gratuito sullo stesso obiettivo?
Al momento non risultano alternative gratuite sullo stesso obiettivo: a costo zero «Copd Sharing Experience» è la scelta più semplice.
Quanto pesa questo corso sull'obbligo del triennio 2026-2028?
Con 5,2 crediti, «Copd Sharing Experience» copre il 3,5% dei 150 crediti richiesti nel triennio. Con l'esonero o la riduzione per chi ha completato il triennio precedente la quota sale.
A quale obiettivo formativo corrisponde questo evento?
«Copd Sharing Experience» ha come obiettivo formativo "Epidemiologia - prevenzione e promozione della salute – diagnostica – tossicologia con acquisizione di nozioni tecnico-professionali", parte degli "Obiettivi formativi tecnico-professionali".
Quali competenze si acquisiranno durante l'evento?
Al termine di «Copd Sharing Experience»:
Il progetto copd sharing experience si propone di consolidare e diffondere la cultura della presa in carico multidisciplinare e personalizzata del paziente con bpco in generale e con un focus sul paziente eleggibile a trattamento biologico. la metodologia didattica prevede che un gruppo di specialisti con comprovata esperienza formi, attraverso l’analisi e la discussione di casi clinici di bpco, un nucleo selezionato di pneumologi, geriatri e internisti provenienti da diverse strutture. l’obiettivo del progetto è diffondere competenze e buone pratiche, creando una disseminazione delle esperienze tra centri con livelli diversi di expertise e contribuendo alla crescita di una cultura condivisa nella gestione del paziente con bpco.