Il problema clinico "Dolore" ha raggiunto proporzioni di assoluto rilievo in termini di sofferenza, disabilità, consumo di risorse sanitarie e sociali, impatto sui servizi di cure primarie e specialistiche ed è attualmente un problema di salute pubblica considerato prioritario. Il dolore persistente nell'ambito delle cure primarie, secondo una indagine condotta dall'OMS nel 1998 su oltre 5400 soggetti in 15 centri internazionali, presenta una prevalenza intorno al 20 –22% (Gureje et al., JAMA 1998).
Le maggiori difficoltà sono nella diagnosi di dolore neuropatico, che rappresenta una quota rilevante del dolore cronico (stimata tra il 7% e il 10% della popolazione generale) e che, secondo la definizione della International Association for the Study of Pain (IASP), è un dolore causato da una lesione o malattia del sistema somatosensoriale (Treede et al., Neurology 2008; Jensen et al., Pain 2011). La diagnosi si basa su una storia clinica compatibile e una distribuzione neuroanatomicamente plausibile, mentre la presenza di segni sensitivi o test di conferma aumenta il livello di certezza diagnostica.
Tuttavia, una parte rilevante dei quadri osservati nella pratica clinica, soprattutto nel low back pain, presenta caratteristiche neuropatiche in assenza di deficit neurologici chiaramente rilevabili. Questo tipo di quadro, spesso determinato da fattori infiammatori e/o meccanici, ha contribuito a una tassonomia non uniforme e talvolta ambigua (mixed pain).
In questo contesto, il dolore radicolare è definito come un dolore percepito lungo la distribuzione di una radice nervosa, conseguente a irritazione o infiammazione della radice stessa, tipicamente associato a dolore irradiato con sintomi positivi (es. scossa elettrica, parestesie) e non necessariamente accompagnato da deficit obiettivabili (IASP Terminology, 2020). Possono inoltre coesistere più fenotipi di dolore (nocicettivo e neuropatico), come nella radicolopatia, in cui il materiale discale erniato può determinare un processo infiammatorio che coinvolge non solo la radice nervosa ma anche i tessuti molli circostanti, con possibili componenti articolari, miofasciali e tendinee associate.