Il corso nasce dall’esperienza maturata nell’accompagnare professionisti della cura ad abitare con maggiore consapevolezza la dimensione economica del proprio lavoro, spesso vissuta come terreno conflittuale. Psicologi e veterinari condividono infatti una tensione etica profonda: da un lato la vocazione alla cura, dall’altro la necessità di attribuire un valore economico alle proprie competenze. Il primo modulo affronta questo nodo, proponendo un cambio di paradigma: la “vendita” non come forzatura commerciale, ma come processo relazionale, trasparente e orientato al benessere del paziente e del cliente.
Il secondo modulo amplia la riflessione esplorando le radici culturali e personali del disagio legato al denaro. L’idea che “chi cura non dovrebbe pensare ai soldi” attraversa la formazione e l’identità professionale, generando sensi di colpa e auto-svalutazione. Portare alla luce questi apprendimenti impliciti consente di trasformarli, restituendo libertà e coerenza all’agire professionale.
Il terzo modulo integra riflessione e strumenti operativi: parlare di costi, preventivi e percorsi terapeutici viene presentato come parte integrante del processo di cura. Attraverso strategie comunicative concrete, i partecipanti imparano a strutturare la conversazione economica in modo chiaro, rispettoso e collaborativo, rafforzando l’alleanza con il cliente.
Infine, il quarto modulo introduce una prospettiva emotiva e relazionale: il prezzo non è solo un numero, ma un attivatore di vissuti per entrambe le parti. Riconoscere le dinamiche emotive in gioco — paura, senso di colpa, rabbia, vergogna — permette di gestire la situazione con maggiore centratura e competenza.
Il razionale complessivo del corso è quindi quello di integrare dimensione clinica, etica ed economica in un modello professionale maturo, sostenibile e coerente con i valori della cura, promuovendo benessere sia per il professionista sia per i clienti e i pazienti.