- Episodio 1 – Quando un voto diventa un segnale: leggere il rendimento scolasticoIl rendimento scolastico come indicatore funzionale e non come diagnosi. Significato clinico del cambiamento rispetto alla traiettoria precedente, discrepanza tra capacità e prestazione, rendimento elevato associato a sofferenza e rendimento insufficiente in assenza di psicopatologia. Introduzione al modello bio-psico-sociale della difficoltà scolastica. Funzione nel percorso: stabilisce la cornice concettuale dell'intero corso.
- Episodio 2 – Adolescenza, apprendimento e autoregolazioneCambiamenti cognitivi, emotivi e sociali dell'adolescenza rilevanti per lo studio. Funzioni esecutive, pianificazione, memoria di lavoro, controllo inibitorio, regolazione emotiva e capacità di perseguire obiettivi differiti. Differenze individuali e rischio di interpretare come «scarsa volontà» difficoltà di autoregolazione. Nota scientifica: evitare interpretazioni neurobiologiche eccessivamente deterministiche dell'adolescenza.
- Episodio 3 – Ansia scolastica e ansia da prestazioneAnsia anticipatoria, verifiche, interrogazioni, esami, paura della valutazione e sintomi somatici. Differenza tra attivazione adattiva e ansia clinicamente significativa. Meccanismi di evitamento e rinforzo negativo. Rapporti con ansia sociale e altri disturbi d'ansia.
- Episodio 4 – Perfezionismo, paura di fallire e pressione sul risultatoPerfezionismo adattivo e maladattivo, autocritica, standard eccessivamente elevati, paura dell'errore e valore personale legato alla prestazione. Ruolo delle aspettative familiari e del contesto scolastico. La letteratura documenta associazioni tra pressione accademica e disagio psicologico, ma la prevalenza di studi osservazionali limita inferenze causali forti.
- Episodio 5 – «Non ha voglia di studiare»: motivazione, procrastinazione e autoefficaciaMotivazione intrinseca ed estrinseca, aspettative di successo, valore attribuito al compito, procrastinazione, evitamento dell'insuccesso e senso di autoefficacia. Come distinguere una difficoltà motivazionale primaria da una perdita di motivazione secondaria ad ansia, depressione, ADHD, difficoltà di apprendimento o esperienze ripetute di insuccesso.
- Episodio 6 – Quando dietro il rendimento c'è un disturbo dell'umore
Quando la scuola diventa un problema
Il corso aiuta a capire perché un ragazzo va male a scuola o smette di andarci, evitando di leggere il voto come una diagnosi.

Riassunto a cura di Smart ECM
Info basate su dati pubblici Agenas. Formazione non è responsabile del corso, organizzato dal provider, che è il solo responsabile dell’iscrizione e dell’erogazione dei crediti.
Di che cosa si tratta
Corso FAD sulla difficoltà scolastica in adolescenza: ansia, rifiuto scolastico e dispersione letti in chiave bio-psico-sociale, con valutazione multidimensionale, diagnosi differenziale e interventi su individuo, famiglia e scuola.
Un voto basso non è mai una diagnosi
Il rendimento scolastico rappresenta uno degli indicatori più visibili del funzionamento dell'adolescente, ma la sua interpretazione richiede particolare cautela. Una flessione dei risultati, una crescente difficoltà nello studio, l'assenteismo o il progressivo disinvestimento dalla scuola non costituiscono, di per sé, indicatori specifici di psicopatologia. Possono tuttavia rappresentare la manifestazione funzionale di condizioni molto differenti: disturbi d'ansia, sintomatologia depressiva, difficoltà attentive ed esecutive, disturbi specifici dell'apprendimento, condizioni del neurosviluppo, disturbi del sonno, problemi relazionali, bullismo e vittimizzazione, stress familiare, difficoltà di adattamento o condizioni di svantaggio sociale.
La scuola costituisce inoltre uno dei principali contesti di sviluppo dell'adolescente. Al suo interno si intrecciano richieste prestazionali, confronto con i pari, progressiva costruzione dell'identità, aspettative familiari, relazioni con gli adulti significativi e processi di inclusione o esclusione sociale. Il rapporto tra salute psicologica e funzionamento scolastico è quindi bidirezionale: un disturbo psicologico può compromettere frequenza, partecipazione e rendimento, mentre esperienze scolastiche caratterizzate da fallimento ripetuto, pressione eccessiva, isolamento o perdita del senso di appartenenza possono contribuire al mantenimento o all'aggravamento del disagio.
Le evidenze disponibili mostrano un'associazione tra pressione accademica e diversi esiti psicologici negativi, tra cui sintomi ansiosi e depressivi. La maggior parte degli studi disponibili, tuttavia, è di natura osservazionale e frequentemente trasversale; non è pertanto corretto trasformare questa associazione in una semplice relazione causale secondo cui la pressione scolastica determina necessariamente un disturbo psicologico.
Analoga cautela è necessaria rispetto al concetto di rendimento. Un risultato scolastico insufficiente non identifica una specifica condizione clinica, così come un rendimento elevato non esclude la presenza di sofferenza psicologica. Un adolescente perfezionista, uno studente con grave ansia prestazionale o un giovane sottoposto a elevate aspettative familiari possono mantenere risultati eccellenti sostenendo tuttavia costi psicologici considerevoli.
Un'area particolarmente rilevante è rappresentata dal rifiuto scolastico. La letteratura contemporanea lo descrive come un fenomeno eterogeneo e multifattoriale, nel quale l'ansia riveste un ruolo importante ma non esclusivo. Sono stati identificati fattori individuali, familiari, sociali, scolastici e legati ai bisogni di apprendimento. La valutazione deve pertanto evitare l'equazione automatica «non va a scuola = disturbo d'ansia».
Rifiuto scolastico, assenteismo e dispersione devono inoltre essere distinti. Il primo descrive prevalentemente un comportamento di evitamento della frequenza associato a rilevante disagio; la dispersione è invece un fenomeno educativo e sociale più ampio e può derivare dall'interazione tra condizioni psicologiche, familiari, economiche, culturali, istituzionali e territoriali. Ridurre la dispersione scolastica a un problema psicologico individuale sarebbe pertanto scientificamente scorretto.
Il programma
Come ottieni 18 crediti
Quota di 49 €, 500 posti
Entro il 17 novembre 2027
Questionario a risposta multipla (se online: con doppia randomizzazione)
Responsabili e docenti
Provider
Gruppo Dream S.r.l.ID Provider N° 5942 · Città: Roma (RM)
Responsabile scientifico
- Responsabile scientifico
Relatori e docenti
- Federica SantucciDocente
Domande frequenti
L'evento è accreditato per la mia professione e disciplina?
L’evento è accreditato per: Tutte Le Professioni (Tutte Le Professioni).
Quanti crediti ECM ottengo e come arrivano su Co.Ge.A.P.S.?
«Quando La Scuola Diventa Un Problema» assegna 18 crediti ECM al superamento della verifica di apprendimento. I crediti vengono inviati dal provider "Gruppo Dream Srl" al tuo account Co.Ge.A.P.S. dopo la conclusione del corso.
Si svolge online o in presenza?
Online: «Quando La Scuola Diventa Un Problema» è un corso FAD, lo segui da casa sulla piattaforma del provider.
Quanti partecipanti sono previsti per l'evento?
Per «Quando La Scuola Diventa Un Problema» sono previsti fino a 500 partecipanti.
Quanto pesa questo corso sull'obbligo del triennio 2026-2028?
Con 18 crediti, «Quando La Scuola Diventa Un Problema» copre il 12% dei 150 crediti richiesti nel triennio. Con l'esonero o la riduzione per chi ha completato il triennio precedente la quota sale.
C'è un limite ai crediti FAD nel triennio?
No: dal triennio 2020-2022 la formazione a distanza non ha più un tetto massimo, quindi i crediti di «Quando La Scuola Diventa Un Problema» contano per intero e puoi coprire l'intero obbligo con corsi FAD.
A quale obiettivo formativo corrisponde questo evento?
«Quando La Scuola Diventa Un Problema» ha come obiettivo formativo "Linee guida - protocolli - procedure", parte degli "Obiettivi formativi di sistema".
Quali competenze si acquisiranno durante l'evento?
Al termine di «Quando La Scuola Diventa Un Problema»:
Il corso intende fornire strumenti per interpretare la difficoltà scolastica all'interno di un modello bio-psico-sociale ed evolutivo, distinguendo fisiologiche oscillazioni della motivazione da situazioni clinicamente significative, riconoscendo i principali quadri psicopatologici e neuroevolutivi che possono interferire con lo studio e la frequenza e affrontando la complessa transizione che può portare dalla difficoltà scolastica all'assenteismo, al rifiuto della scuola e, in alcuni casi, alla dispersione. particolare attenzione viene dedicata alla valutazione multidimensionale e alla diagnosi differenziale, evitando interpretazioni monocausali. l'obiettivo finale non è soltanto migliorare una prestazione scolastica, ma comprendere il significato che quella prestazione assume nel funzionamento psicologico complessivo dell'adolescente e individuare interventi appropriati sull'individuo, sulla famiglia e, quando possibile, sul sistema scolastico.