Il profilo tipico del partecipante è chi lavora e usa già l’IA generativa a intuito: l’avvocato che fa riassumere sentenze a ChatGPT senza sapere cosa sia un’allucinazione, la responsabile marketing che genera immagini senza conoscere le implicazioni sul diritto d’autore, il titolare di PMI che vuole capire se gli agenti AI c’entrano qualcosa con la sua amministrazione. Persone che non devono programmare nulla, ma devono decidere, comprare, delegare e rispondere di ciò che accade nei loro uffici.
Funziona anche per chi parte da zero assoluto, proprio perché il primo modulo non dà nulla per scontato.
La platea a cui il corso si rivolge è per costruzione trasversale: liberi professionisti accanto a dipendenti mandati dall’azienda, dirigenti di enti pubblici accanto a chi sta cambiando lavoro e vuole aggiungere al curriculum un titolo che regga una verifica. L’orario serale e il formato online rendono la partecipazione compatibile con quasi ogni agenda, ed è una delle ragioni per cui i posti finiscono.
Non è invece il corso giusto per chi sviluppa software e cerca fine tuning, architetture multi agente o integrazioni via API: quel terreno appartiene al Corso Advanced, in calendario dal 20 al 28 agosto 2026, con un contributo di 399 euro che scende a 299 per chi ha già la credenziale Base. E non è la scelta adatta a chi cerca un titolo accademico: la credenziale attesta competenze operative verificate da un’associazione professionale ai sensi della Legge 4/2013, non sostituisce una laurea né un master universitario, e il corso non pretende il contrario.
L’edizione di luglio esaurita racconta una cosa semplice: il 2 agosto ha spostato l’alfabetizzazione AI dalla colonna delle buone intenzioni a quella dei requisiti. Il 17 settembre è il primo appuntamento utile per chi non è salito in tempo.
di Redazione AIPIA
Contenuti a cura della redazione dell'Associazione Italiana Professionisti dell'Intelligenza Artificiale.